Lenti progressive – multifocali

Fino a qualche decennio fa una persona che aveva raggiunto i 40 anni di età e aveva un difetto visivo per lontano si trovava nella condizione di dover usare due occhiali per vedere nitido oppure a ricorrere a una lente bifocale che garantiva due gradazione diverse e quindi una visione ottimale sia da vicino che da lontano. Oggi le lenti bifocali vengono usate pochissimo per due ragioni primarie: la prima è che questa lente non garantisce una visione ottimale nelle distanze intermedie (da 40 cm a 2 m circa)e la seconda è un fattore estetico avendo una lunetta visibile nella parte inferiore della lente. Per ovviare a questi problemi circa una ventina di anni fa entravano in commercio le prime lenti progressive. Esse sono delle particolari lenti con diverse gradazioni al suo interno. Rispetto alle lenti bifocali hanno un doppio vantaggio; il primo è che garantiscono una visione ottimale anche nella zona intermedia e il secondo fattore è estetico in quanto non hanno più la odiosa lunetta che avevano le lenti bifocali. In commercio esistono diversi tipi di lenti progressive; ma cosa cambia da un tipo ad un altro oltre il prezzo? Sicuramente la qualità dei materiali è di primaria importanza e per questo noi proponiamo solo lenti di aziende leader nel settore come Zeiss, Galileo, Hoya ed Essilor; ma oltre alla qualità bisogna valutare altri fattori che andremo a spiegare di seguito.  Ogni lente progressiva ha dei campi di visione nitida e delle aree chiamate “zone visione sfuocata o zone di lavorazione”. Il campo di visione nitida è la zona più importante della lente dove si deve muovere l’occhio  per mettere a fuoco alle diverse distanze mentre le zone di visione sfuocate sono aree della lente dove la visione non è ottimale a causa della lavorazione della lente stessa. Come si può vedere dall’immagine più i campi di visione sono larghi più l’occhio umano trova la lente confortevole e i tempi di adattamento si riducono drasticamente. Ma procediamo per ordine. La lente convenzionale è la lente più economica sul mercato ma è quella che ha i campi di visone più stretti e quindi il soggetto che la usa si troverà a dover tenere gli occhi fermi e a muovere la testa per vedere ai suoi lati. Ciò crea parecchi fastidi e un tempo per abituarsi molto lungo. E’ una lente standard che non necessita di parametri specifici del portatore se non la distanza tra le pupille e l’altezza delle stesse in relazione all’occhiale indossato. E’ la lente oggetto di tante promozioni a basso costo effettuate sopratutto da grandi catene o centri commerciali. Lo step successivo è la lente ottimizzata per il portatore dove rispetto alla precedente aumentano i campi di visione. Per far ciò vengono rilevati diversi parametri del portatore come distanza pupillare, altezza pupillare, distanza di lettura e la lente viene costruita con una progressione interna al...

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